lunedì 14 aprile 2014

Chi si cela dietro quella faccia?

Questa sera vorrei parlare di un libro che ho letto qualche tempo fa e che mi è piaciuto particolarmente. Volevo anche inserirlo nella mia tesina di liceo sul dramma esistenziale ma poi optai per "Waiting for Godot" (di cui parlerò poi quando sarà). Il libro a cui mi riferisco è "The strange case of Dr. Jeckyll and Mr. Hyde" di Robert Louis Stevenson.
Perché il titolo in inglese? Perché come per "Alice's Adventures in Wonderland" l'ho letto in lingua originale -libro sempre della mia amata Collins Classic-.
La trama la conosciamo bene o male tutti: questo pover'uomo costretto a vivere una seconda personalità più cattiva che purtroppo prende il sopravvento. Ma è veramente così?
Ciò su cui vorrei puntare le attenzioni è la posizione che prende Jekyll riguardo Hyde. Mi spiego. L'intento del dottore era ammirevole: incentivare la parte positiva dell'uomo così da avere un mondo migliore. Ma sperimentando su di sé ha invece tirato fuori la sua parte più nascosta e l'ha resa molto peggiore di quanto mai potesse essere -per questo Hyde è descritto come un uomo abominevole che parla in maniera inquietante-. Questa nuova "forma" del dottore è cattiva, incline alla violenza e indubbiamente un pericolo per la società. Allora è il caso che non si ripeta più la trasformazione per evitare spiacevoli incidenti per sé e per gli altri. Semplice no? Eppure... Eppure Jekyll continua a prendere la pozione e a trasformarsi. Perché?
Immaginate di poter avere una libertà incondizionata da tutto e tutti. Nessuno vi conosce. Potete fare quello che volete. Siete liberi dalla vostra monotonia. Avete un nuovo corpo da poter utilizzare e sfruttare. Forte. Già: forte. Da tutti i punti di vista. Forte fisicamente, ma soprattutto forte psicologicamente: ecco perché Jekyll soccombe, perché non pensava di poter perdere la battaglia sul proprio corpo. Così: accecato dal potere, dalla scoperta, dalla sua ormai dipendenza di quel qualcosa in più finisce col perdere l'unica cosa che gli appartiene davvero, che appartiene a ognuno di noi e su cui nessuno può (o meglio, non dovrebbe) sindacare. Ma cosa faremmo noi? Riusciremmo a capire il pericolo che è dietro l'angolo o ebbri di potere continueremmo ad avere bisogno di quel lato senza pensare alle conseguenze?
Questo piccolo libro mi ha dato spunto per molte riflessioni anche circa la scelta dell'uomo, tema a me molto caro. In fondo tutto possiamo essere il dottore, che scopriamo un lato di noi socialmente negativo che però ci piace e ci attrae. Ripeto il concetto della "società" perché è anche quello un motivo del perché a volte si preferisce essere Hyde: sempre chiusi nel nostro ruolo, a fare ciò che ci si aspetta che si faccia. Hyde è l'alternativa. Hyde è il diverso. Hyde è libertà. Ma anche su questo si può questionare. Si è veramente liberi quando si va contro i canoni, sia nostri che imposti? Jekyll inizialmente prova questa sensazione di leggerezza per poi scoprire l'orrore; e noi, riusciremmo a capire quando smettere?
Ovviamente la storia è fantastica ed volutamente esagerata per aumentarne il carattere grottesco e per creare una trama avvincente che colga l'attenzione del lettore; ma la tematica persiste, è lì, è valida e tutti possiamo porci il problema. Tutti noi abbiamo un lato nero, oscuro, chi più chi meno nascosto, che a volte sale. Quando è un problema e quando invece è positivo esprimerlo?
Consiglio a tutti di leggere questo romanzo tanto breve quanto intenso, e di scoprire la psicologia del dottore, del mostro e di chi gira intorno a loro e che vive le conseguenze delle azioni dei personaggi protagonisti.

This evening I'd like to talk about a book I've read some months ago that I really liked. I even wanted to put it in my high school final work about the existential drama but then I chose "Waiting for Godot" (I'll discuss about it further in time). The book I'm talking about is "The strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde" by Robert Louis Stevenson. Like I did with "Alice's Adventures in Wonderland" I read this book in original language -by my beloved Collins Classic-.
We all know the plot: a poor man whose second personality threats him and that eventually will take advantage of him. But, is it really like this?
I'd like to focus Jekyll's behavior towards Hyde. I'll make myself clearer. The doctor's main purpose was admirable: he wanted to increase the men's better part to create a better world. But doing experiments on his own body he pulled out the inner side of him, his worst part, the littler between the two, and made it worse -that's why Hyde is described as awful and with a frightening voice-. This new "form" of the doctor is evil, likes violence and is a danger to society. So, it is necessary that the doctor does not transform anymore to prevent Hyde from hurting him or anybody else. Simple, isn't it? But still... But still Jekyll keeps on transforming and taking the potion. Why is that?
Imagine: you can have absolute freedom. Nobody knows you. You can do whatever you want. You're free from the common routine. You have a new body to use. Strong. Strong indeed. From every point of view. It is physically strong, but most of all it's psychologically strong: that's why Jekyll perished, because he did not think that he could lose the battle over his own body. The power, the discoveries, his addiction to that "something" made him blind and he ended up losing the only thing that he really owned, that everyone and each of us own and on what nobody can (or better, should) argue. But what would we do? Would we understand when the danger is right around the corner or, drunk with power, would we still need that side of us without thinking about the consequences?
This little book made me think about human's choice, subject that I really enjoy. In fact everybody could be the doctor: we find a socially negative side of us that we like and that attracts us. I want to repeat the "society" theme because that's why sometimes we prefer to be Hyde: we are always stuck in our "roles", we do what we're supposed to. Hyde is the alternative. Hyde is the different. Hyde is freedom. But we can argue about that. Is it real freedom going against every canon, created by ourselves or by others? At the beginning Jekyll feels good about it, but then he discovers the horror; and what about us, would we get when to stop?
Obviously the story is made up and it is exaggerated on purpose to raise his grotesque element and to create an interesting plot that can catch the reader's attention. Still the subject is there, it is possible and we all could think about this problem. Everybody has a dark side, someone deeper than others. When is it good or bad to let this side raise?
I suggest this novel, so short as intense, and to discover the doctor's psychology, the monster's and of everybody that is around them that lives the consequences of their actions.

2 commenti:

  1. Ma non puoi scrivere un post su un libro che voglio, ma che non posso leggere!

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    1. Giuro, sul prossimo sarò più attento!

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